Sindaco, basta spot! Il bene comune va deciso nel confronto con cittadini e opposizioni, senza percorsi partecipativi falsi

10649071_786651138043020_6411715221655023613_oCi preme rilevare che gli incontri dell’amministrazione con la popolazione non si devono ridurre a semplici spot, per ricevere un consenso “e legittimare scelte di fatto non condivise – come gli ulteriori passi del Comune verso la cementificazione e la totale assenza di una politica di prevenzione – fondamentale per la sicurezza in un territorio fragile come il nostro”. Infatti la settimana scorsa a Ponte a Egola, su invito dell’Amm.ne per parlare dell’Egola con tecnici e amm.ri, i cittadini (circa 100 persone) erano molto arrabbiati. Gli amm.ri presenti all’incontro (incluso il resp. del Consorzio di bonifica, della Provincia, e il geologo del Comune), a cose ormai fatte, consultano la cittadinanza sulla solita grande opera da 10 milioni “per rialzare il ponte” (per poi cementificare a poche centinaia di metri di distanza).

Poi gli stessi amm.ri rispondono in modo ingiustificabile sull’assenza di pulizia degli argini, sull’assenza drenaggio del letto del fiume nei punti critici, e carenza della manutenzione delle cateratte “chiuse o saracinesche” poste a monte, che spesso non funzionano, e su cui il Sindaco e il responsabile del Consorzio di Bonifica non hanno risposto alla domanda di un cittadino su chi sia l’ente competente alla relativa manutenzione (elementi che da soli possono risolvere il problema dei rischi esondazioni, senza spese milionarie).

Ieri sera un altro incontro con circa 60 cittadini di San Donato si è parlato di San Donato, dei problemi di viabilità e dei problemi idrogeologici. Sono però venute fuori le criticità dell’interporto ed i problemi che la cementificazione porta con se. San Donato era una golena dell’Arno e quindi è una zona a forte rischio allagamento in caso di esondazione del fiume. Il sindaco e l’assessore si sono vantati dei lavori svolti dal comune a Roffia e di un progetto di pompe che stanno per realizzare nelle zone a rischio. La cosa preoccupante e che aggrava la situazione è che il Comune ha dato il via libera alla costruzione di un magazzino del Penny Market nella zona di fronte all’interporto della dimensione di 40.000 mq; un’opera di cementificazione mastodontica (tipo Conad alle capanne) in un terreno a rischio già colpito dallo scandalo interporto. Il Comune non poteva procedere con il via libera del capannone nell’interporto visto che ci sono molti stabili incompiuti!  Perchè cementificare ancora in una zona a rischio? Fuori dai centri abitati e commerciali, dice con vigore un cittadino, deve rimanere la campagna con i suoi sfoghi. Per non parlare dei danni all’economia locale e ai prodotti a km. 0, che i grandi centri commerciali andranno a creare (come la nuova grande Coop che si vuole realizzare a S.Miniato Basso (cementificando e mangiando altra campagna).

Comunque, rimanendo in tema di sicurezza, altro cittadino ha fatto notare agli amm.ri presenti che i sistemi di sicurezza di cui si è parlato (pompe e cateratte, durante le alluvioni possono non funzionare -come è spesso successo: vedi Roffia-, e il passo successivo è il disastro). Su questo, dietro un ascolto vero dei cittadini, il MoVimento 5 Stelle nei prossimi mesi darà battaglia, in sede di approvazione del piano urbanistico.

Si è quindi parlato molto di viabilità, e l’assessore Guazzini con il Comandante dei Vigili hanno lasciato ai cittadini una pianta affinchè siano loro stessi a decidere sui sensi unici (dopo che da 6 anni, in assenza di regolamentazione, sia ormai maturata la forte necessità di un intervento sulla segnaletica stradale). Tutto ciò, riflette un giovane attivista del Movimento 5 Stelle, per non voler parlare delle cose scomode all’attuale amministrazione sopra accennate: “in una zona classificata come alluvionabile ( tutto il tratto che corre lungo la ferrovia) si può costruire un altro  capannone, un mostro di cemento da migliaia di metri cubi? Chi costruirà rialzerà il piano terreno di un paio di metri….e se succede, tutta l’acqua che di norma vi sarebbe defluita defluirà in San Donato centro e Ponte a Egola passando dai vari sottopassaggi ferroviari collegati con la zona industriale”.

A fronte delle eccezioni dei cittadini invitati, informati e arrabbiati, il Sindaco cambia discorso e dice che le cose importanti per questa amministrazione sono aiutare le famiglie – parole testuali:  “se questa amministrazione ha 100 euro e deve scegliere fra aggiustare una buca e aiutare una famiglia, questa amministrazione decide di aiutare quella famiglia”. Detto questo, come Movimento vogliamo informare l’amministrazione che la gestione concertata del bene comune, va fatta dialogando seriamente con i cittadini e in Consiglio Comunale, abbandonando il sistema di Spot intrapreso con l’abbraccio a Renzi, presentandosi con decisioni in realtà già prese, in virtù di interessi non bene identificabili.

Alessandro Niccoli
Capogruppo MoVimento 5 Stelle San Miniato

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