Questa Unione s’ha da fare?

 

unione-comuniOggi Lunedì 30 Dicembre i comuni di San Miniato e Santa Croce saranno i primi del Comprensorio del Cuoio a votare, nel proprio Consiglio Comunale, per l’approvazione dell’atto costitutivo e statuto dell’Unione dei Comuni. A seguire, nel mese di Gennaio, anche Castelfranco e Montopoli, nei rispettivi Consigli Comunali, voteranno per lo stesso documento.

Questa votazione avviene durante il periodo delle vacanze natalizie e non sembra proprio una coincidenza e per questo eravamo stati profetiLa scelta importante e delicata di unire i quattro Comuni, proposta dai nostri rappresentanti, è stata effettuata senza che la cittadinanza ne fosse sensibilmente coinvolta. Nel caso di fusione di due o più Comuni, ad esempio, la Legge Regionale prevedere un referendum popolare.

I Consigli Comunali si troveranno ad approvare uno Statuto senza aver diffuso una chiara regolamentazione attuativa che ne definisca la gestione. Manca totalmente il piano finanziario, sia per conoscere l’impatto economico che avrà e gli eventuali benefici, ma anche per avere una linea programmatica con gli obiettivi da raggiungere nel breve, medio e lungo termine.

La Legge Regionale 68/2011, prevede l’Unione dei Comuni come strumento per la valutazione di una successiva fusione tra i Comuni stessi, azione di ben altro calibro se si considerano i benefici in termini economici e di rappresentanza popolare. Nel nostro caso, tuttavia, della fusione non si fa minimamente cenno.

Con l’Unione si delegittima, di fatto, la rappresentatività del Comune, l’organo più vicino ai cittadini, svuotandolo della propria sovranità. Con essa diminuirà la forza delle opposizioni, trasferendo ad un organo di secondo livello molte delle funzioni attualmente di competenza dei comuni. Essendo i consiglieri dell’Unione dei Comuni scelti tra quelli dei Comuni stessi ed essendo in numero predefinito (6 per San Miniato, 4 per Castelfranco, 4 per Montopoli e 4 per Santa Croce), si perderà totalmente la rappresentanza delle minoranze.

Alcuni aspetti logistici risultano inoltre critici. I casi dell’Unione Valdera e del Circondario Empolese Valdelsa, ad esempio, evidenziano importanti somme destinate agli affitti di immobili destinati alle rispettive Unioni. Pur utilizzando immobili di proprietà dei Comuni è prevedibile comunque un aggravio di costo per allestimenti di arredi e impiantistica per gli uffici nuovi, mentre niente diminuisce per quelli esistenti. A questo si somma il mancato introito derivante da un impiego diverso per quegli stessi spazi; e dei disagi e aggravi per gli attuali dipendenti che si troveranno a girovagare per il comprensorio ne vogliamo parlare?

L’approvazione dello Statuto sembra inseguita con grande fretta da parte delle attuali amministrazioni. E’ opportuno farlo il 30 di Dicembre e a scadenza mandato? Si vuole forse evitare di rimandare la discussione dopo le prossime imminenti elezioni amministrative che potrebbero delineare rappresentanze differenti?

MoVimento 5 Stelle San Miniato
MoVimento 5 Stelle Castelfranco
MoVimento 5 Stelle Montopoli

MoVimento 5 Stelle Santa Croce

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