Quando la spesa locale batte il centro commerciale

cartoleria_vanessaCentri commerciali semivuoti. Negozi cittadini rinati dal flusso continuo di clienti. Qualità della vita di un piccolo paese che migliora grazie alle scelte d’acquisto consapevole degli abitanti e a un Comune virtuoso che trasforma in welfare l’impegno economico delle famiglie del territorio. Se il primo scenario è destinato a rimanere nella sfera della fantasia (le ‘nuove cattedrali’ sono comunque piene, anche in giorni di apertura festiva), i tre successivi si potrebbero verificare davvero a Gorla Maggiore, 5mila anime in provincia di Varese: qui 800 persone (quindi 800 famiglie sulle 2mila totali) girano per le vie del paese con VALORE in COMUNE, una tessera passepartout che ti permette di accumulare punti per ogni tuo acquisto cittadino, da tramutare poi in sconti. Un punto ogni euro speso più altri punti a seconda delle promozioni dei singoli commercianti, che a oggi sono 18 e c’è un po’ di tutto: merceria, abbigliamenti, alimentari, parrucchieri, fioristi, all’interno di un circuito di commercianti locali che nel dicembre 2012 ha lanciato l’iniziativa e, due mesi dopo, ammette di non aver previsto una tale adesione iniziale, un ottimo segno per rendere sempre più efficace l’iniziativa.
Le previsioni parlano del raggiungimento a breve di quota mille tessere, quasi il 50% delle famiglie di Gorla e, soprattutto, dell’85% di persone che sta usando la tessere con continuità.

Patrocinata dal Comune di Gorla Maggiore, senza oneri per le casse pubbliche, e strutturata in modo tale che i commercianti contribuiscono all’implementazione di Valore in Comune (che ha come slogan ‘Rivitalizza la tua comunità’) con una percentuale sui punti erogati, l’esperienza in atto sta dando vita a un cambio notevole degli  equilibri socio-economici della cittadina del varesotto: “molti commercianti si uniscono fra loro per attuare iniziative congiunte, e la stessa amministrazione comunale sta entrando sempre più in gioco: oltre a permettere a dare supporto ai commercianti (ad esempio offrendo sale riunioni e consentendo  di esporre manifesti dell’iniziativa senza costi aggiuntivi), ultimamente sta pianificando delle convenzioni per tramutare i punti accumulati in sconti sui servizi sociali (ad esempio la mensa scolastica) in una sorta di welfare autogestito dove ognuno contribuisce ad aumentare il benessere delle proprie famiglie e dei concittadini.

Il valore sociale dell’iniziativa si sta rivelando notevole, tanto che si stanno interessando altri Comuni e Camere di commercio della zona. Con un unico concetto di fondo, netto quanto a volte difficile da declinare: la ricaduta locale è quel che più conta: acquistando in paese, i soldi che spendi rimangono lì e non vanno altrove, come invece accade quando compri in una grande catena. Il tutto viene tradotto in aumento di lavoro sul territorio, più forniture, e le tasse vanno a beneficio dell’amministrazione che le usa per migliorare i servizi: un circolo virtuoso che può fronteggiare con successo la crisi e che gli abitanti di Gorla Maggiore lo stanno vivendo in prima persona. Il sito ufficiale dell’iniziativa (dal quale, tra le varie funzioni, si possono consultare i punti accumulati o gli esercenti che aderiscono) va in questa direzione: punto per punto, si trovano tutte le risposte al perché spendere ‘locale’ sia la soluzione migliore.

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Fonte: Vita.it

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