No all’omofobia, Si alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero

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Finalmente anche nel Comune di San Miniato potranno essere trascritti i matrimoni contratti all’estero fra coppie dello stesso sesso
. Questo piccolo grande passo va in direzione della piena parificazione dei diritti, contro ogni forma di discriminazione, ed è stato possibile anche grazie al voto del Movimento 5 Stelle. Al Consiglio Comunale del 20 Novembre, infatti, sono state approvate a larga maggioranza due mozioni da un certo punto di vista storiche, aventi come oggetto l’istituzione del reato di omofobia e la trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero.

Per tutti quelli che credono che sia un atto puramente simbolico, va detto che la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero può avere veri effetti giuridici, ad esempio in un eventuale contenzioso può servire a provare in giudizio la durata e la stabilità della convivenza, oppure per godere dei diritti attribuiti al coniuge dalla legislazione Europea. Non serve essere dei giuristi per capire che la libertà di circolazione affermata dai Trattati dell’Unione Europea, non è una vera e propria libertà se un cittadino viene considerato sposato in uno stato e celibe in un altro. D’altra parte è la Carta Costituzionale stessa a disporre la rimozione di qualsiasi ostacolo all’affermazione della persona umana, senza distinzione di razza di credo religioso o politico e di orientamento sessuale. Questo importante e doveroso passo ci porta ad una maggiore sensibilizzazione sociale verso l’eliminazione di qualsiasi disparità e discriminazione, e dovrà, prima o poi, essere accolto anche dal nostro sonnolento parlamento.

A livello locale l’auspicio è che adesso il Sindaco ponga in essere tutte le iniziative tese ad eliminare qualsiasi forma di discriminazione sessuale tutt’oggi presenti sul nostro territorio, basti pensare alle normative di stampo chiaramente omofobo sul bando pubblico per l’affidamento dello Chalet, chiosco storico di San Miniato la cui gestione ogni anno viene affidata a privati. Come abbiamo fatto notare in Consiglio Comunale, infatti, all’art. 1 sia del bando del 2013 che quello del 2014 si era posto divieto di organizzare serate gay o lesbo; una discriminazione che il Sindaco, alla luce della chiara volontà espressa dal Consiglio Comunale, ha il dovere di cancellare definitivamente.

 

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