Cave in Val di Chiecina: le parole non bastano più!

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Negli ultimi giorni la vicenda relativa alla costruzione delle cave in Val di Chiecina ha registrato una importante e preoccupante novità: il Tar per la Toscana accogliendo il ricorso presentato da un proprietario dei terreni sul versante sanminiatese della valle ha di fatto bocciato la decisione della Provincia di Pisa di scartare il sito di Bucciano quale possibile zona per l’attività estrattiva. Per chi non avesse seguito l’intera vicenda ricordiamo che era stato il Comune di San Miniato in virtù della vocazione tartufigena della zona a chiedere esplicitamente all’ente provinciale di togliere il sito in questione dal Piano. In attesa del verdetto dell’Università di Pisa sulla presenza tartufigena nell’intera valle, se prima il timore era che venissero costruite 3 cave, all’improvviso ci troviamo di fronte alla possibilità che il numero dei siti aumenti.

Come è possibile leggere nelle motivazioni del Tar uno dei diritti lesi al proprietario dei terreni risulta essere quello relativo all’informazione, si ritiene cioè che non non sia stato avvertito nei modi e nei tempi giusti, fatto che costituisce, testualmente,  “un vulnus ai diritti di partecipazione“. Per la prima volta quindi un tribunale ha riconosciuto quello che noi sosteniamo da più di un anno circa l’inadeguatezza dell’informazione da parte degli enti amministrativi locali nei confronti dei cittadini interessati. Ma se non è stato correttamente informato uno di coloro che dalla costruzione delle cave avrebbe tratto profitto ancor più grave è che l’informazione sia stata debole e inefficace nei confronti di tutti coloro che rischiano di veder svanire nel nulla anni e anni di lavoro e investimenti nella zona.  Se al Tribunale Amministrativo spetta la giusta tutela del diritto da parte del proprietario ad un lecito sfruttamento economico del proprio terreno, a maggior ragione la politica dovrebbe farsi carico della tutela dell’interesse generale, compreso quello ambientale e paesaggistico di una valle patrimonio di tutti.

Mentre accade tutto questo, proprio lo stesso giorno in cui si è potuto leggere sulla stampa locale della sentenza del Tar, alla Festa Democratica Provinciale a San Miniato Basso si è svolto un incontro sul Turismo al quale hanno preso parte i Consiglieri Regionali Tognocchi e Mattei nonché il Presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni. Fra il pubblico erano presenti anche alcuni membri del Comitato “No alle cave” e noi al loro fianco. Al momento delle domande abbiamo preso la parola facendo presente l’insensatezza di dover legare la salvaguardia di un luogo incontaminato come la Valle del Chiecina alla sola presenza del Tartufo, ne è scaturito un dibattito acceso ma apparentemente fruttuoso, se solo i fatti seguissero le parole dei nostri amministratori. Pier Paolo Tognocchi, a distanza di qualche settimana dalle ultime dichiarazioni pubbliche sull’argomento ha ribadito che le cave in Val di Chiecina non si faranno e che è inutile starsi a preoccupare. L’apprensione da parte del Comitato e più in generale dei cittadini che hanno a cuore la protezione di quell’angolo di paradiso però rimane alta, la verità è che delle promesse non si fida più nessuno. Con loro anche noi attendiamo fatti concreti come la cancellazione di tutte le delibere relative alla costruzione delle cave e l’accantonamento definitivo dello sciagurato progetto delle attività estrattive in Val di Chiecina.

Cogliamo infine l’occasione per invitare tutta la cittadinanza alla Festa Campestre di Giovedì 18 Luglio, evento organizzato dal Comitato “No alle Cave”  per protestare contro le decisioni sbagliate di Regione Toscana, Provincia di Pisa e Comune di Palaia. L’appuntamento è fissato per l’ora di pranzo presso le Mandrie alte in Val di Chiecina davanti un vecchio forno contadino a legna, per un pasto condiviso.

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